Università del Salento

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Messaggio del Presidente del Consiglio Didattico

 

Il Corso di Laurea in Giurisprudenza esercita ovunque un ruolo culturale trainante, per la storia e il fascino che da sempre gli studi giuridici esercitano sulle giovani generazioni. La sede salentina incarna questa tradizione ma, al contempo, si proietta verso il futuro: infatti, la tipologia di formazione offerta è innovativa e per certi versi unica nel panorama nazionale.

La laurea in Giurisprudenza si consegue in esito a un percorso quinquennale a ciclo unico, ed apre alle professioni di Avvocato, Magistrato, Notaio, ma anche a innumerevoli altri sbocchi nella pubblica amministrazione, nell’impresa, nel terzo settore, nelle organizzazioni internazionali. Del tutto infondati sono i luoghi comuni, anche mediatici, legati alla supposta saturazione degli sbocchi occupazionali. L’osservazione quotidiana mostra il contrario: i concorsi nazionali stanno ripartendo a pieno ritmo; le professioni legali invocano iniezioni di qualità; c’è tanta necessita a ogni livello di giuristi che migliorino le classi dirigenti. L’assenza di sensibilità e cultura giuridica, nei luoghi della società civile in cui si assumono decisioni, è alla base di molte storture del Paese con le quali ciascuno di noi puntualmente si imbatte, quando avvia una pratica in un qualsiasi ufficio. Per questo abbiamo la responsabilità di formare giuristi sensibili e colti, anziché burocrati che conoscano a menadito leggi e regolamenti ma siano incapaci, nei ruoli ricoperti, di applicarli in modo ragionevole ed adeguato.

Se come sede possiamo rivendicare un merito, è quello di avere intercettato un impellente bisogno di specializzazione. Il curriculum di un giurista uscito dal Corso di studi salentino non è generalista, e dunque indistinto rispetto a quello di altri laureati della stessa classe, ma qualificato da competenze che non sono nel bagaglio di chiunque abbia portato a compimento gli studi giuridici. Difatti, il percorso formativo presenta una solida formazione di base comune a tutti gli iscritti ma, al tempo stesso, si tripartisce, dopo il secondo anno, in tre percorsi curriculari: Classico, Ambiente e Territorio, Europeo e Internazionale. Ciascuno di essi presenta un forte grado di specializzazione in àmbiti che, attualmente, dominano la scena sul piano locale, nazionale ed europeo. Basti pensare alle problematiche che involgono le vicende di Xylella, Tap, Ilva: la complessità delle questioni giuridiche coinvolte e delle controversie che ne derivano porta con sé un bisogno di competenze nuove: verosimilmente, uno studio legale abituato a trattare aspetti più tradizionali del diritto ambirà a reclutare giovani che abbiano prescelto un indirizzo a specifica connotazione ambientale. Lo stesso percorso Europeo e Internazionale, impreziosito da diversi esami in inglese, offre una preparazione che non ha nulla da invidiare a quella impartita dalle Università del settentrione considerate di avanguardia. E poi, altra esperienza pressoché unica, i laboratori, come quello di Metodologie e tecniche di scrittura giuridica che ho da qualche anno l’onore di insegnare, ed altri che accompagnano lo studente verso i concorsi e l’inserimento nella dimensione occupazionale.

Non è un caso che i professionisti e gli imprenditori che abbiamo coinvolto nel Consiglio dei rappresentanti del mondo del lavoro, oltre che negli Open day con i quali annualmente presentiamo la nostra offerta formativa, guardino con grande interesse ai nostri studenti. Non è un caso che studi legali internazionali, situati nelle metropoli e in qualche caso nel nostro territorio, abbiano inserito al loro interno alcuni dei nostri più brillanti laureati. Tanto meno sono casuali le percentuali di vincitori del concorso in magistratura nelle edizioni dell’ultimo lustro, elevatissime in proporzione al bacino di utenza.

Tutto ciò è il frutto di un impegno comune e condiviso fra Docenti, Studenti e Personale tecnico: i nostri ragazzi sanno che su di noi possono contare prima, durante e dopo il loro percorso. I loro successi ci inorgogliscono e sono anche nostri.

 

Prof. Stefano Polidori